Progettazione Impianti

PROGETTAZZIONE IMPIANTI

Impianto elettrico;
Impianto di climatizzazione estiva ed invernale;
Impianto idrico-sanitario;
Impianto gas;
Impianto citofonico;
Impianto radiotelevisivo ed altri impianti tecnologici;
Impianto antincendio.

maggiori informazioni
L’ art. 5 disciplina la progettazione degli impianti definendo come progettista “un professionista iscritto negli albi professionali secondo le specifica competenza”. Il progetto va presentato allo sportello unico dell’edilizia contestualmente al procedimento edilizio-urbanistico (come la CILA, SCIA, Permesso di Costruire), deve essere realizzato secondo la “regola dell’arte” ed in conformità alle normative CEI, UNI od altri enti di normalizzazione. Il progetto deve contenere almeno una relazione tecnica, dei disegni planimetrici e gli schemi dell’impianto.
Il progetto redatto da un tecnico abilitato va eseguito sempre nei seguenti casi:
Impianti elettrici in unità immobiliari residenziali superiori a 400mq
Impianti elettrici in unità immobiliari residenziali con potenza maggiore di 6 kw
Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario se alimentate con tensione maggiore di 1000V
Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario con potenza maggiore di 6kw
Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario con superficie maggiore di 200mq
Ambienti soggetti a normativa CEI o in locali adibiti ad uso medico
Impianti di climatizzazione aventi canne collettive ramificate
Impianti di climatizzazione aventi una potenzialità frigorifera di 40.000 frigorie/ora (circa 46 kw)
Impianti del gas aventi canne collettive ramificate
Impianti del gas aventi portata termica superiore a 50 kw
Impianti antincendio se inseriti in un’attività che richiede il CPI Certificato Prevenzione Incendi
Se l’impianto non rientra nei casi di sopra indicati è possibile non presentare il progetto al comune a firma di un tecnico abilitato ma comunque il responsabile dell’impresa dovrà redigere un progetto semplificato con uno schema planimetrico ed una relazione tecnica contenente anche i materiali utilizzati.

Gli impianti elettrici realizzati prima dell’entrata in vigore della Legge 46/90 (13 marzo 1990) si considerano adeguati se:
dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto
dotati di protezione contro i contatti diretti
dotati di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale
Il Decreto ministeriale 37/2008

FINALITA’
Il DM 37/08 persegue l’incolumità pubblica e la sicurezza delle persone in particolare per evitare incidenti domestici. Il regolamento abroga alcune leggi e parte della Legge 46/90 che fino al 2008 è stata la base normativa per la progettazione e l’installazione degli impianti attuando le direttive europee in materia. Il decreto si applica agli impianti che servono gli edifici indipendentemente dalla destinazione d’uso.

AMBITO DI APPLICAZIONE
Il DM 37/08 non disciplina gli impianti che sono interessati da specifica normativa europea e, nel caso di reti di distribuzione, si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. La classificazione degli impianti è la seguente:

energia elettrica
radiotelevisivo
climatizzazione e ventilazione
idrico-sanitario
gas
sollevamento (ascensori, montacarichi, etc)
antincendio

LE IMPRESE ABILITATE (art. 3)
Sono coloro che possono intervenire, modificare o installare gli impianti. Per ottenere l’abilitazione è necessario essere iscritti nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese artigiane ed essere in possesso dei requisiti tecnico-professionali. L’importanza dell’ iscrizione è dovuta al fatto che colui che commissiona l’intervento sull’impianto è direttamente responsabile della scelta dell’impresa.
Per ottenere l’abilitazione ed il relativo “certificato di riconoscimento” è necessario che il responsabile tecnico o l’imprenditore individuale possegga specifici requisiti tecnico professionali (art. 4) che consistono in studi specifici o in esperienza pluriennale nel settore.
Sanzioni
Le sanzioni del Decreto 37/08 sono applicate principalmente dalla Camera di Commercio che ha anche la funzione di annotare le inadempienze delle imprese installatrici e provvedere alla loro sospensione nel caso si verifichino per tre volte.
I progettisti ed i collaudatori possono essere soggetti a provvedimenti disciplinatori da parte degli Ordini di appartenenza in caso di violazione delle norme.
Anche i committenti (proprietari di casa o comunque chi commissiona il lavoro) possono essere soggetti a sanzione amministrativa se affidano i lavori ad un’impresa non certificata.
Certificati da richiedere per una ristrutturazione o costruzione
La dichiarazione di conformità va consegnata al proprietario dell’immobile ogni volta che si interviene sull’impianto. E’ importante verificare il rispetto di questa disposizione ogni volta che si realizza una ristrutturazione di un appartamento o la costruzione di un nuovo edificio.
Di solito i certificati di conformità dell’impianto da richiedere all’impresa in caso di tipica “ristrutturazione” di un appartamento sono quelle relative all’impianto elettrico, termico, idraulico e del gas. Ma potrebbe essere dovuta anche quella dell’ascensore.
Nelle tipiche ristrutturazioni di singole unità immobiliari come uffici, negozi o appartamenti, il certificato di conformità viene rilasciato per
Impianto elettrico: deve contenere anche il progetto a firma di un tecnico abilitato (architetto o ingegnere) se l’unità residenziale è maggiore di 400 mq (200 se commerciale) o se la potenza impiegata dal contatore è maggiore di 6 KW. Il DiCo dell’impianto elettrico può includere anche l’impianto TV. (Esempio Conformità impianto elettrico)
Impianto idrosanitario: non è obbligatorio il progetto a firma di un tecnico ma comunque l’impresa installatrice deve produrre uno schema generico con indicati gli elementi principali
Impianto del gas: la dichiarazione di conformità è particolarmente siginificativa nel caso di impianti che alimentano cucine o caldaie a gas. Il progetto a firma di un tecnico abilitato (architetto o ingegnere) va allegato se l’impianto alimenta dei terminali la cui somma genera una potenza termica superiore ai 50 kw. Altrimenti è sufficiente il progetto a firma del responsabile dell’impresa, anche se non è un tecnico abilitato.
Impianto di riscaldamento: si rilascia il DiCo anche in caso di sola sostituzione della caldaia o dei radiatori. Il progetto a firma del tecnico abilitato va prodotto in caso di impianti aventi canne collettive ramificate.


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